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martedì 27 aprile 2021

Su e Giù per Brienno

Salvo e Morena tornano a Viaggiare. 

La meta di oggi è la tranquilla Brienno.

Una piccolissima località che, salendo dalle acque del Lago di Como, si arrampica su per la costa, serpeggiando tra vicoletti e scalinate, regalando una tra le più belle vedute panoramiche del Lago.

Un'oasi di quiete e serenità, in cui persino gli uccellini cinguettano sottovoce, quasi a non voler disturbare. 

Preparatevi...

Scarpe Comode, Macchina Fotografica, Tanto Entusiasmo e partite con noi alla scoperta di nuovi angoli di Paradiso. 






















domenica 14 febbraio 2021

Clusone

Riprendono (in Sicurezza) i Viaggi di Salvo e Morena e ripartono dalla Lombardia. 

Oggi vi portiamo a Clusone, splendido borgo in provincia di Bergamo. 

La sua bellezza sta nel verde delle montagne nelle quali è immerso.

La sua collocazione geografica, lo rende una piacevolissima meta per una gita di una giornata o per qualche giorno di relax.

Clusone si trova infatti circondato dalla natura incontaminata delle alpi Orobie. D’estate potrai godere del suo clima mite e dei numerosi sentieri per il trekking; d’inverno della magia delle montagne innevate, senza dover rinunciare però al tepore del sole grazie all’esposizione del paese!

L’altopiano in cui si trova è uno splendido luogo dove godere della bellezza dei boschi delle montagne che circondano il paese, perfetto come base per raggiungere i numerosi comprensori sciistici della valle.

Passeggiando per le sue antiche vie invece, ti consigliamo di non perderti i numerosi affreschi che decorano i principali edifici del paese, ad esempio il municipio o la Torre dell’Orologio.

Alcuni di essi sono unici, come il ciclo dedicato alla Morte che puoi ammirare nell’oratorio dei Disciplini: osservalo bene, si tratta del più completo rimasto in tutta Europa!

Potrai anche respirare il fascino dei misteri della Storia.

Gli affreschi dell’oratorio dei Disciplini ti riporteranno nel pieno medioevo, mentre la complessità dell’orologio astronomico, ancora perfettamente funzionante con la sua meccanica originale, stupisce tutti i visitatori da ormai quattrocento anni!

Una volta all’anno questo borgo diventa il centro della cultura jazz mondiale.

Fra le sue abitazioni antiche sentirai suonare le note calde del Jazz Festival che attira ogni anno musicisti da tutte le parti d’Europa e del mondo.

Inoltre...

Dopo una gita nei boschi o aver visitato tutte le attrattive culturali, una pausa è d’obbligo!

Nei ristoranti del paese troverai i piatti della tradizione della Val Seriana, come gli Scarpinocc e la tipica polenta con il coniglio.


lunedì 5 ottobre 2020

Arcumeggia

Dopo un lungo stop forzato, Salvo e Morena tornano a viaggiare e lo fanno per voi.
Oggi vi vogliamo raccontare una storia, fatta di Arte e Passione.
Nella verde Valcuvia a nord di Varese, sorce il piccolo borgo di Arcumeggia, il primo "paese dipinto" in Italia (impreziosito da 168 dipinti murari) nato nel 1956, in un periodo di grande fermento culturale e di grandi speranze.
Artisti di fama nazionale ed internazionale, rendono prezioso il patrimonio storico artistico del paese.
Attualmente ad Arcumeggia vivono poco più di 50 abitanti, non vi sono esercizi pubblici, è rimasto un unico ristorante con apertura estiva solo di sabato e domenica, ma i suoi splendidi vicoli e cortili richiamano turisti, visitatori e appassionati da ogni parte.
Negli anni '50, Arcumeggia era ancora abbastanza popolato e l'Ente Provinciale per il Turismo di Varese lo individuò come luogo da cui far partire il rilancio turistico della zona.
Si pensò ad una iniziativa artistica fortemente connotata che "avrebbe richiamato l'attenzione sul valore della tecnica dell'affresco…"
Nell'estate 1956 prende quindi il via l'iniziativa con la realizzazione dei primi affreschi sui muri delle case del paese.
Gli artisti coinvolti furono diversi, come diversi sono gli stili e le tecniche utilizzate. 
Proprio in questi primissimi anni si progettò la Casa del Pittore, nata come alloggio e studio per i pittori che soggiornavano durante la realizzazione delle opere.
Questo edificio, progettato da Bruno Ravasi, è attualmente proprietà della Provincia, e si presenta come un piccolo, interessantissimo museo dove sono raccolti bozzetti, cartoni, disegni preparatori e documentazioni delle varie manifestazioni susseguitisi. Purtroppo il museo è chiuso al pubblico e le opere che vi sono conservate necessitano di una attenta catalogazione e di una adeguata conservazione.
In questo progetto rientrano anche alcune opere che lì sono state lasciate dagli artisti.
Nel 1961 l'esperienza riprese attraverso l'organizzazione di un corso di affresco; il corso era indirizzato, come borsa di studio, agli allievi di Accademia italiane. 
La direzione del corso fu di Usellini e le lezioni furono tenute da Montanari e Morellato in alcuni cortili del paese utilizzando supporti mobili. Successivamente, nel 1964, si tenne un altro corso dello stesso genere.
Nel frattempo era stato iniziato un altro progetto che riguardava la realizzazione di una Via Crucis sul sagrato della chiesa all'inizio del paese, in uno spazio individuato da Ravasi.
A questo fervore seguirono anni di progressivo rallentamento e stasi fino all'incarico dato a Morellato nel 1985 di eseguire i primi interventi per la conservazione delle opere; nello stesso periodo vennero realizzate delle tettoie per riparare alcuni dipinti. Sempre nel 1985 ripartì l'iniziativa del corso di affresco con studenti di provenienza internazionale.
Vi furono in seguito delle sporadiche iniziative come la realizzazione di un nuovo affresco di Aligi Sassu sulla casa parrocchiale e di 2 dipinti di Carlo Nino Trovato e di Gioxe De Micheli nel 1991.
Già nel 1985 le opere presentavano la necessità di interventi conservativi e si poneva quindi il problema della tutela e della valorizzazione per quasi tutte quelle realizzate nei 3 decenni precedenti; questo portò verso la fine del 1993 alla sottoscrizione di una convenzione fra la Comunità Montana della Valcuvia, la Provincia di Varese e il Comune di Casalzuigno con la finalità della valorizzazione e tutela di tutto il complesso di Arcumeggia, compresi la Casa del Pittore e la Bottega del Pittore.
Questa convenzione venne rinnovata nel 1997 e nel 2006 con la Provincia di Varese come ente capofila e con la collaborazione della Pro Arcumeggia.
Nel 2000 venne eseguita la catalogazione SIRBEC.
Con l'occasione dei 50 anni del paese dipinto vennero realizzate una serie di manifestazioni culturali che portarono anche alla attivazione nel 2007 di un nuovo corso di affresco a cui parteciparono gli studenti del Liceo Artistico di Varese.
Per quanto riguarda la conservazione dei dipinti proprio nel 2006 vi fu l'incarico all'Opificio delle Pietre Dure di effettuare l'analisi dello stato di conservazione dei dipinti murali che venne realizzato nell'estate del 2007 con il coinvolgimento degli studenti.

domenica 30 agosto 2020

Crespi d'Adda

Il villaggio di Crespi d’Adda rappresenta una preziosa testimonianza di archeologia industriale e fa parte del Patrimonio Unesco.
Nasce attorno al 1877 circa dal progetto di Cristoforo Benigno Crespi (membro di una ricca e potente famiglia di imprenditori del settore tessile) che acquista un terreno delimitato dai fiumi Adda e Brembo per costruire il suo Cotonificio.
L'ambizioso progetto di Crespi, completato attorno agli anni 20 e portato avanti dal figlio di Cristoforo, Silvio Crespi, prevede di affiancare agli stabilimenti - similmente a quanto già accadeva nell'Inghilterra della rivoluzione industriale - un vero e proprio villaggio che ospitasse alcuni operai della fabbrica e le loro famiglie. Il neonato insediamento viene dotato di ogni struttura necessaria: oltre alle casette delle famiglie operaie (complete di giardino e orto) e alle ville per i dirigenti (che vennero costruite in seguito), il villaggio era dotato di chiesa (copia in scala ridotta del Santuario di Santa Maria di Piazza di Busto Arsizio), scuola, cimitero, ospedale proprio davanti alla fabbrica, campo sportivo, teatro, stazione dei pompieri e di altre strutture comunitarie.
L'azienda, conserva l'intera proprietà del villaggio fino a inizio anni 70, quando diversi edifici, soprattutto residenziali, vennero venduti ad altri privati.
In questo periodo si registrò un calo dell'attività industriale, che continuò, tra alterne vicende, fino al 2003.
Una buona visita al villaggio operaio di Crespi (oggi Patrimonio Unesco) richiede circa mezza giornata e vi consigliamo di iniziarla dall’alto, ovvero dal punto panoramico belvedere vicino alle case del medico e del parroco, così da avere una visione d’insieme della struttura urbanistica.
Una volta scesi nel reticolato di stradine, invece, il nostro consiglio è quello di lasciarsi guidare dall’istinto e scoprire passeggiando la fabbrica, le case operaie, la scuola, la chiesa, la cooperativa, i bagni pubblici, il dopolavoro, le case dei capi reparto e dei dirigenti.
Due sono gli edifici che si distinguono dalla trama regolare del borgo e che non potete perdervi: la villa padronale, a forma di castello, e il cimitero. Vicino al centro abitato si trova inoltre il fiume Adda dove, grazie alla passerella che unisce Crespi a Concesa, potrete godere del magnifico panorama della natura e del villaggio operaio che si combinano.
Speranzosi di aver suscitato il vostro interesse, vi lasciamo con una piccola curiosità. 
In contemporanea col "villaggio industriale", Cristoforo Benigno Crespi fece costruire anche la sua "residenza estiva" in una piccola località di pescatori piemontese, lungo le sponde del Lago d'Orta.
La splendida villa estiva è oggi piuttosto famosa.
Conosciuta come "Villa Crespi" è uno tra i più rinomati Ristoranti Italiani, gestito e curato dallo chef stellato Antonino Cannavacciuolo.

domenica 9 agosto 2020

Castelnuovo del Garda

Castelnuovo del Garda, con le sue romantiche caffetterie nel mezzo dei magnifici antichi edifici e mura storiche che invitano ad una vacanza all’insegna del riposo, è una delle nostre più recenti scoperte.
Solo una piccola parte del paese guarda direttamente sulla riva del lago, tra Peschiera e Lazise, con Lido Campanello e Lido Ronchi, ideali per i turisti in cerca di un ottimo e tranquillo luogo di balneazione, il resto del comune, si trova nel mezzo delle colline moreniche, tra uliveti e vigneti. 
Diversi scavi archeologici provano la preistorica occupazione della zona.
In antichità Castelnuovo, veniva chiamata Beneventum, per poi diventare Quadrivium, per via della sua posizione geografica tra le quattro città di Verona, Mantova, Brescia e Trento. Nel 12° secolo divenne Castrum Novum, che nel corso degli anni venne cambiato in Castelnuovo (dal 1867 Castelnuovo di Verona e dal 1970 Castelnuovo del Garda).
I più importanti luoghi d'interesse sona la Chiesetta della Madonna degli Angeli, Villa Cossali Sella, il Monumento ai Caduti della Grande Guerra e Torre Viscontea.
Ma Castelnuovo del Garda è conosciuta soprattutto per la vicinanza ai parchi a divertimento di Gardaland, del Sea Life Aquarium e di Canevaworld.
Anche per gli sportivi l'offerta non manca: Nordic walking, escursioni, mountain bike - per i giovani e per coloro che vogliono mantenersi giovani vengono proposti tour e gite nei circostanti paesaggi immersi nella natura.
Gli appassionati di enogastronomia invece, possono gustare le tipiche specialità venete, accompagnandole con i migliori vini della zona, fra cui il famoso vino Moro del Castel.

Pronti, Si Parte

Benvenuti viandanti. Ci presentiamo a Voi. Siamo Salvo e Morena.  Due Matti amanti dei viaggi, dell'Italia, delle sue bellezze, d...