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domenica 20 giugno 2021

Di nuovo ad Omegna

"Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l'avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende…
regala!"

Con una filastrocca per bambini, apriamo il nostro ritorno alla tranquilla Omegna, splendida località affacciata sul Lago d'Orta, che diede i natali a Gianni Rodari.

Lo so, vi abbiamo già portati qui, ma non c'è viaggio più bello del tornare ne "i luoghi del Cuore"

E non c'è modo migliore che farlo in compagnia degli Amici più cari.

Come la nostra Simona, compagna di viaggio che ci ha seguiti in molte delle nostre località preferite, a cui dedichiamo il nostro più caldo Abbraccio.











domenica 30 agosto 2020

Crespi d'Adda

Il villaggio di Crespi d’Adda rappresenta una preziosa testimonianza di archeologia industriale e fa parte del Patrimonio Unesco.
Nasce attorno al 1877 circa dal progetto di Cristoforo Benigno Crespi (membro di una ricca e potente famiglia di imprenditori del settore tessile) che acquista un terreno delimitato dai fiumi Adda e Brembo per costruire il suo Cotonificio.
L'ambizioso progetto di Crespi, completato attorno agli anni 20 e portato avanti dal figlio di Cristoforo, Silvio Crespi, prevede di affiancare agli stabilimenti - similmente a quanto già accadeva nell'Inghilterra della rivoluzione industriale - un vero e proprio villaggio che ospitasse alcuni operai della fabbrica e le loro famiglie. Il neonato insediamento viene dotato di ogni struttura necessaria: oltre alle casette delle famiglie operaie (complete di giardino e orto) e alle ville per i dirigenti (che vennero costruite in seguito), il villaggio era dotato di chiesa (copia in scala ridotta del Santuario di Santa Maria di Piazza di Busto Arsizio), scuola, cimitero, ospedale proprio davanti alla fabbrica, campo sportivo, teatro, stazione dei pompieri e di altre strutture comunitarie.
L'azienda, conserva l'intera proprietà del villaggio fino a inizio anni 70, quando diversi edifici, soprattutto residenziali, vennero venduti ad altri privati.
In questo periodo si registrò un calo dell'attività industriale, che continuò, tra alterne vicende, fino al 2003.
Una buona visita al villaggio operaio di Crespi (oggi Patrimonio Unesco) richiede circa mezza giornata e vi consigliamo di iniziarla dall’alto, ovvero dal punto panoramico belvedere vicino alle case del medico e del parroco, così da avere una visione d’insieme della struttura urbanistica.
Una volta scesi nel reticolato di stradine, invece, il nostro consiglio è quello di lasciarsi guidare dall’istinto e scoprire passeggiando la fabbrica, le case operaie, la scuola, la chiesa, la cooperativa, i bagni pubblici, il dopolavoro, le case dei capi reparto e dei dirigenti.
Due sono gli edifici che si distinguono dalla trama regolare del borgo e che non potete perdervi: la villa padronale, a forma di castello, e il cimitero. Vicino al centro abitato si trova inoltre il fiume Adda dove, grazie alla passerella che unisce Crespi a Concesa, potrete godere del magnifico panorama della natura e del villaggio operaio che si combinano.
Speranzosi di aver suscitato il vostro interesse, vi lasciamo con una piccola curiosità. 
In contemporanea col "villaggio industriale", Cristoforo Benigno Crespi fece costruire anche la sua "residenza estiva" in una piccola località di pescatori piemontese, lungo le sponde del Lago d'Orta.
La splendida villa estiva è oggi piuttosto famosa.
Conosciuta come "Villa Crespi" è uno tra i più rinomati Ristoranti Italiani, gestito e curato dallo chef stellato Antonino Cannavacciuolo.

giovedì 6 agosto 2020

Omegna

Di ritorno da Brolo e i suoi simpatici Gatti, incontriamo Omegna, località turistica sul Lago d'Orta.
Circondata da un'incantevole cornice di montagne, Omegna è conosciuta sia per la sua produzione industriale nel ramo del casalingo, sia per la bellezza del proprio centro storico affacciato sul Lago d'Orta.
Nella parte più antica della città, nel rione compreso tra la chiesa Parrocchiale e piazza Orsoline, si possono facilmente notare testimonianze di decori plurisecolari, tra cui portali, decorazioni in pietra e a stucco e cancelli in ferro battuto. 
Altro tratto distintivo di Omegna, è il canale Nigoglia, unico fra gli emissari dei laghi prealpini a defluire verso nord, in direzione delle alte montagne, che fuoriesce dal Lago d'Orta: una piccola passeggiata-ponte permette al visitatore di ammirare le acque del torrente e i pesci che qui trovano ristoro.
Come già accennato, la città è anche centro propulsore del casalingo italiano: oltre a poter visitare e comprare presso gli spacci di marchi storici come Alessi, Lagostina e Piazza, è possibile visitare il Forum di Omegna, centro culturale polivalente gestito dalla Fondazione Museo Arti e Industria di Omegna, in cui è esposta una collezione permanente degli oggetti culto del casalingo di produzione locale.
Imperdibile ad agosto la festa patronale di San Vito, in occasione della quale la città si anima con concerti e soprattutto con il Festival Internazionale dei Fuochi d'Artificio, una vera e propria kermesse a livello internazionale, che regala bellissimi giochi di luce sulle acque del Lago d'Orta.
Omegna è oltresì patria di Gianni Rodari, famoso scrittore per l'infanzia, a cui è dedicato il Parco della Fantasia, spazio pensato per i bambini che qui possono vivere esperienze e modi diversi di giocare e divertirsi. Il parco, nella sua fisionomia, rappresenta un paese fantastico, con le sue venti diverse postazioni di gioco, ricche di giocattoli favolosi.

domenica 2 agosto 2020

Brolo, città dei Gatti

Brolo, piccolo paese di circa 350 abitanti in posizione panoramica sulla costa del lago d'Orta è conosciuto e discretamente famoso per essere denominato “il paese dei gatti”.
La motivazione è piuttosto antica ed è legata ad un paio di leggende.
La prima, forse meno pittoresca ma piu plausibile, si riferisce all'uso di un abbondante numero di gatti per scacciare una discreta invasione di topi.
La seconda è più interessante ed ha a che fare con le tipiche dispute campanilistiche che interessano paesi e città confinanti.
Si narra che i cittadini di Brolo volessero distaccarsi a livello parrocchiale da Nonio (di cui Brolo è frazione); chiesero così alla Curia di Novara di costituire un'unità pastorale che facesse riferimento alla chiesa dedicata a sant'Antonio abate di recente edificazione impegnandosi a pagare gli arredi necessari unitamente a tutte le pendenze economiche pregresse.
Gli abitanti di Nonio si mostrarono piuttosto perplessi commentando ironicamente "Quand al vien parrocchia Brol al ratt metarà su al friol"  (quando Brolo diventerà parrocchia, il topo si metterà il mantello, in dialetto "friol" ).
Ottenuto il distacco, alcuni cittadini di Brolo fece trovare sul portone della chiesa di Nonio, un topo completo di mantello.
Oggi i discendenti vanno fieri di questa tradizione e si dichiarano convintamente “paese dei gatti” come testimoniano i cartelli d'ingresso ed uscita dal paese. Naturalmente è anche una questione turistica che richiama un discreto numero di visitatori anche perché l'amore per lo splendido felino è particolarmente diffuso un po' ovunque.
Sulla strada principale è stato realizzato un piccolo monumento, piastrelle raffiguranti gatti un po' in tutte le fogge sono state posizionate un po' su tutti i muri, c'è la Strescia, una via interamente dedicata ai mici.
Vieni sul Lago d'Orta e visita Brolo.
#GattariUnitevi















Pronti, Si Parte

Benvenuti viandanti. Ci presentiamo a Voi. Siamo Salvo e Morena.  Due Matti amanti dei viaggi, dell'Italia, delle sue bellezze, d...