I viaggi di Salvo e Morena

Corbetta

Continuano i nostri viaggi.
Nel rispetto delle Norme Covid (Mascherina anche in macchina, Distanziamento asociale e Vasche da Bagno di Disinfettante) continuiamo a cercare posti nuovi, mete conosciute, sperduti borghi disabitati, per mostrarvi quanto è Bello il nostro Paese.
Oggi vi presentiamo un piccolo comune, a una ventina di kilometri da Milano, in cui ci siamo imbattuti quasi per caso, ma che ci è rimasto nel Cuore.
Vi parleremo di #Corbetta.
Questo piccolo paesino, offre tranquillità e pace a chi voglia perdersi tra le sue stradine.
Ricco di edifici storici, ville e chiese, Corbetta è un luogo che merita assolutamente di esser visitato almeno una volta.
Passeggiando tra le sue strette vie, potrete ammirare Castelletto, Villa Frisiani Olivares Ferrario, sede del Municipio, col suo splendido parco, i suoi cigni e i suoi scoiattoli, diverse architetture Religiose, tra cui il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta merita un'attenzione particolare.
A Corbetta si respira un'atmosfera calda e tranquilla che riporta a tempi lontani.
La quiete e la tranquillità, sembrano trasudare dalle pietre del lastricato e coinvolgere cose e persone.
Corbetta ha tutto ciò che serve per farvi innamorare.
Perché in fondo, viaggiare è Passione.
Ciao e un Abbraccio da #iviaggidisalvoemorena...


Domodossola

Domodossola, fulcro di una terra di confine, crocevia di culture e di commerci; cuore dell’Ossola più autentica, al centro della valle.
Imprescindibile è la visita al suo splendido centro storico di impronta medievale, da girare a passo lento, perdendosi tra i suoi palazzi storici e le sue intime piazze porticate.
Ad affascinare il visitatore è il Borgo della Cultura, frutto di preziosi lavori di restauro: ancora oggi parzialmente circondato dalla cinta muraria, questa porzione di città è un vero e proprio tesoro di architettura e arte.
Molto suggestiva è ad esempio via Briona, su cui si affacciano le caratteristiche case con tetti in piode.
Nel vecchio quartiere La Motta, invece, spicca Piazza Fontana, al cui centro si possono ammirare la fontana ottagonale e l’obelisco.
Affascinante è la ricerca (impresa non facile, ma a chi piacciono le cose troppo facili? 🙂) dei resti delle antiche mura pentagonali, che già dai primi del 1300 cingevano il borgo di Domodossola.
Da non perdere, lo storico e millenario mercato del sabato, inaugurato nel 917 d.c dal re Berengario, anche se in realtà l’intera città è un vero e proprio centro commerciale a cielo aperto con i suoi negozi, bar e ristoranti in cui gustare la tradizionale cucina Ossolana o godersi un semplice aperitivo.
Per gli amanti del cioccolato come noi, consigliamo anche un salto alla vicina "Officina del Cioccolato", una piccola bottega artigianale in cui ammirare ed acquistare il "cibo degli Dei" in mille forme e gusti differenti.






























Arcumeggia

Dopo un lungo stop forzato, Salvo e Morena tornano a viaggiare e lo fanno per voi.
Oggi vi vogliamo raccontare una storia, fatta di Arte e Passione.
Nella verde Valcuvia a nord di Varese, sorce il piccolo borgo di Arcumeggia, il primo "paese dipinto" in Italia (impreziosito da 168 dipinti murari) nato nel 1956, in un periodo di grande fermento culturale e di grandi speranze.
Artisti di fama nazionale ed internazionale, rendono prezioso il patrimonio storico artistico del paese.
Attualmente ad Arcumeggia vivono poco più di 50 abitanti, non vi sono esercizi pubblici, è rimasto un unico ristorante con apertura estiva solo di sabato e domenica, ma i suoi splendidi vicoli e cortili richiamano turisti, visitatori e appassionati da ogni parte.
Negli anni '50, Arcumeggia era ancora abbastanza popolato e l'Ente Provinciale per il Turismo di Varese lo individuò come luogo da cui far partire il rilancio turistico della zona.
Si pensò ad una iniziativa artistica fortemente connotata che "avrebbe richiamato l'attenzione sul valore della tecnica dell'affresco…"
Nell'estate 1956 prende quindi il via l'iniziativa con la realizzazione dei primi affreschi sui muri delle case del paese.
Gli artisti coinvolti furono diversi, come diversi sono gli stili e le tecniche utilizzate. 
Proprio in questi primissimi anni si progettò la Casa del Pittore, nata come alloggio e studio per i pittori che soggiornavano durante la realizzazione delle opere.
Questo edificio, progettato da Bruno Ravasi, è attualmente proprietà della Provincia, e si presenta come un piccolo, interessantissimo museo dove sono raccolti bozzetti, cartoni, disegni preparatori e documentazioni delle varie manifestazioni susseguitisi. Purtroppo il museo è chiuso al pubblico e le opere che vi sono conservate necessitano di una attenta catalogazione e di una adeguata conservazione.
In questo progetto rientrano anche alcune opere che lì sono state lasciate dagli artisti.
Nel 1961 l'esperienza riprese attraverso l'organizzazione di un corso di affresco; il corso era indirizzato, come borsa di studio, agli allievi di Accademia italiane. 
La direzione del corso fu di Usellini e le lezioni furono tenute da Montanari e Morellato in alcuni cortili del paese utilizzando supporti mobili. Successivamente, nel 1964, si tenne un altro corso dello stesso genere.
Nel frattempo era stato iniziato un altro progetto che riguardava la realizzazione di una Via Crucis sul sagrato della chiesa all'inizio del paese, in uno spazio individuato da Ravasi.
A questo fervore seguirono anni di progressivo rallentamento e stasi fino all'incarico dato a Morellato nel 1985 di eseguire i primi interventi per la conservazione delle opere; nello stesso periodo vennero realizzate delle tettoie per riparare alcuni dipinti. Sempre nel 1985 ripartì l'iniziativa del corso di affresco con studenti di provenienza internazionale.
Vi furono in seguito delle sporadiche iniziative come la realizzazione di un nuovo affresco di Aligi Sassu sulla casa parrocchiale e di 2 dipinti di Carlo Nino Trovato e di Gioxe De Micheli nel 1991.
Già nel 1985 le opere presentavano la necessità di interventi conservativi e si poneva quindi il problema della tutela e della valorizzazione per quasi tutte quelle realizzate nei 3 decenni precedenti; questo portò verso la fine del 1993 alla sottoscrizione di una convenzione fra la Comunità Montana della Valcuvia, la Provincia di Varese e il Comune di Casalzuigno con la finalità della valorizzazione e tutela di tutto il complesso di Arcumeggia, compresi la Casa del Pittore e la Bottega del Pittore.
Questa convenzione venne rinnovata nel 1997 e nel 2006 con la Provincia di Varese come ente capofila e con la collaborazione della Pro Arcumeggia.
Nel 2000 venne eseguita la catalogazione SIRBEC.
Con l'occasione dei 50 anni del paese dipinto vennero realizzate una serie di manifestazioni culturali che portarono anche alla attivazione nel 2007 di un nuovo corso di affresco a cui parteciparono gli studenti del Liceo Artistico di Varese.
Per quanto riguarda la conservazione dei dipinti proprio nel 2006 vi fu l'incarico all'Opificio delle Pietre Dure di effettuare l'analisi dello stato di conservazione dei dipinti murali che venne realizzato nell'estate del 2007 con il coinvolgimento degli studenti.

Varese

Dal settecentesco Palazzo Estense alle prospettive del Sacro Monte.
Dalle increspature del lago alle pendenze di Campo dei Fiori.
Una città-giardino da scoprire. 
Anche in bicicletta.
I parchi che circondano le ville di Varese sono l’ideale introduzione a un soggiorno nella città-giardino.
Polmoni verdi e aiuole fiorite che annunciano la bellezza di Palazzo Estense.
La “piccola Versailles”, parole di Giacomo Leopardi, è un viaggio nello stupore del ‘700: con la collina del Belvedere, il giardino all’italiana, il taglio rigoroso delle siepi. Villa Menafoglio Litta, affidata al FAI, dimora di delizia del marchese Menafoglio, racconta la passione per l’arte contemporanea del conte Giuseppe Panza di Biumo. 
A tema arte, anche il Museo Civico ospitato nel Castello di Masnago, affrescato con scene di corte.
Fuori porta ci si può avventurare, in bici, per le ardite salite dei campioni, partendo da Schiranna e, in modalità più slow, dal periplo del Lago di Varese.
Qui sono state rinvenute palafitte degli uomini primitivi, con i primi resti trovati già nel lontano 1863. Alcuni si trovano nel museo dell'Isolino Virginia, altri sono conservati nel Museo Civico del Comune di Varese, in Villa Mirabello.
A piedi si possono compiere invece i 2 chilometri della Via Sacra fino al Santuario del Sacro Monte, Patrimonio dell’Umanità, che raccorda 14 cappelle seicentesche.
Sotto il Monte, in località Sant’Ambrogio, Villa Toeplitz, voluta da un banchiere di origini polacche, difende, a giusto titolo, la reputazione dei parchi-giardino e dei giochi d’acqua di Varese.